Eugénio Tavares

Eugénio Tavares, Cantigas crioulas (Canzoni creole), (a cura di M. Gomes de Pina), Guida, Napoli, 2005.Prima traduzione italiana completa (con testo a fronte) delle canzoni di Eugénio Tavares (1867-1930), poeta, scrittore e compositore, in portoghese, ma soprattutto nel creolo dell’arcipelago capoverdiano. In questa lingua del popolo Tavares ha composto gran parte delle sue mornas, uno dei ritmi più caratteristici della tradizione musicale capoverdiana.

Germano Almeida

I due fratelli (trad. L. Grandi) La Nuova Frontiera, Roma, 2005.André è un giovane emigrante di Capo Verde, che dal Portogallo torna in patria per uccidere il fratello. Il motivo: la difesa dell’onore, suo e della sua famiglia. Germano Almeida dipinge un paese sospeso tra arcaismo e modernità, situazione lacerante per il protagonista che, dopo gli anni vissuti in Europa, non sente più sue certe regole di comportamento alle quali, però è sottomesso.

L’isola fantastica (a cura di M.Russo), Cavallo di Ferro, Roma, 2006.Una ricreazione fantastica dell’infanzia vissuta dall’Autore nell’isola di Boavista. Il lettore è, così, immerso nel mosaico della realtà capoverdiana: dei suoi riti, delle sue credenze, delle sue magie, ma soprattutto del suo profondo rapporto tra i vivi e i morti.

Africana (Ed. Feltrinelli, 1999)

Diciannove racconti che arrivano da Angola, Mozambico, Capo Verde e São Tomé, paesi accomunati dall’uso del portoghese, scelto come lingua ufficiale e insieme come ‘trofeo di guerra’ al termine di una sanguinosa lotta per l’indipendenza. Storie di Luanda, di Maputo, delle campagne, delle isole: di ieri, al tempo del dominio portoghese e negli anni della guerra, di oggi, nella difficile costruzione del presente. Storie che corrono di bocca in bocca, fiorite nella tradizione orale. Autori internazionalmente affermati (come Luandino Vieira, Pepetela e Mia Couto), grandi personaggi della lotta per l’independenza (come Agostinho Neto, primo presidente dell’Angola indipendente), nuove voci più ironiche e disincantate (come quelle di Germano Almeida e José Eduardo Agualsa) compongono un quadro dinamico e variegato. Un universo in cui convivono modernità e tradizione, la sacralità della parola detta e la suggestione della scrittura, la lingua europea e le tante lingue d’Africa. Mondi che stridono nell’incontro, alla ricerca di una composizione: di tutto questo è fatta l’identità africana.

Helder Macedo: Da qualche parte in Africa (Diabasis, 2010)

Raccontandosi tra realtà e finzione, mischiando la storia del suo Paese – il Portogallo dell’ultimo impero africano e il suo schiacciante passato coloniale – con quella della propria famiglia, Helder Macedo accompagna il lettore in un viaggio appassionante, al contempo interno e cosmopolita, che, come mai prima nessuno era stato in grado di fare, parte dall’Africa per scoprire le radici della contemporaneità portoghese. In questo primo romanzo “postcoloniale”, il colonialismo viene smontato dall’interno, attraverso la genealogia di una famiglia, mostrando con un contrappunto tagliente, quanto l’esperienza e il mito dell’Africa abbiano contribuito a segnare profondamente l’identità portoghese. Macedo ripercorre l’infanzia, vissuta in Africa al seguito del padre diplomatico nelle allora colonie di Mozambico, Guinea, Capo Verde e Angola; ne racconta le stagioni, le storie, i giochi e l’interesse precoce per la letteratura, scanditi da un tempo equatoriale.

Abasse Ndione – Vita a spirale

Amuyaakar Ndooy il giovane eroe di questo singolare romanzo, è un tassista della Compagnia dei trasporti di Capo Verde, contento del suo lavoro i cui modesti proventi gli consentono di mantenere la famiglia e di condurre una vita più o meno regolare che inizia alle sei di ogni mattina. Ndooy è un giovane che si accontenta della routine quotidiana, vive giorno per giorno senza illusioni ma anche consapevole della fortuna di avere, grazie alla sua vecchia Simca, il privilegio tutto relativo di dar da mangiare ai suoi e potersi permettere perfino qualche piccolo piacere. Un privilegio non da poco in un paese africano come il Gambia, sottile cuneo circondato dal più ampio territorio del Senegal, sofferente di una povertà endemica flagellata da siccità , carestie ed epidemie e che sopravvive spesso solo grazie agli aiuti dei paesi ricchi.

Abasse Ndione è nato a Bargny, in Senegal, nel 1946. È stato a lungo infermiere presso l’ospedale Dantec di Dakar.

Altri libri

Hora de bai - Alberto M. Sobrero - Ed. Argo 1998
Capo Verde . Nove isole e un racconto disabitato - 
a cura di L.Ogno - Ed. Le Lettere 2000
Capo Verde . Crocevia dell'Atlantico Sud - Ed. Esperienze 1997
Isole della Sodade - Orietta Mori - Ed. Orme/Edt 1999
Capo Verde. Una storia lunga dieci isole - Ed. D'Anselmi 1989
Isole di Poesia - R. Francavilla e M.R. Turano - Ed. Argo 1999
Africana - R. Francavilla e V. Barca - Ed. Feltrinelli 1999
Il testamento del signor Napumoceno Da Silva Araujo- 
Germano Almeida – Ed. Guaraldi Aiep 1993
Soncente - Amarilis Orlanda - Ed. Guaraldi Aiep 1995
Praia – Una Capitale in formazione – A. Cusinato, E. Fontanari,
A. Varotti – Liguori Ed. 2001
Cabotage e altri vagabondaggi – Capo Verde e il respiro dell'
Atlantico – Marc Trillard – Touring Club Italiano Ed. 2005
Donne di Capo Verde. Esperienze di antropologia dialogica a Ponta do Sol - 
Giuffrè Martina, CISU - Ed. 2007
Rabidantes. Il volto femminile del commercio transnazionale a Capo Verde - 
Grassi Marzia, Franco Angeli - Ed. 2006
Racordai. Vengo da un'isola di Capo Verde - Jesus Maria de Lourdes, 
Sinnos - Ed. 2002
Sal. L'isola del Capo Verde entrata nella storia dell'
aviazione commerciale italiana - LoGisma - Ed. 2001
Mornas. Cantigas crioulas-Canzoni creole - Tavares Eugénio, Guida - Ed. 2005
Passaporto per Capo Verde - Antonio Danise - Ed. Il Filo srl Roma 2008